martedì 21 luglio 2015

Elio Fiorucci, lo stilista dell'amore

Il mondo della moda ha detto addio, lunedì 20 luglio, allo stilista Elio Fiorucci, il quale disegnò gli anni Ottanta. Nato a Milano il 10 giugno del 1935, colui che si propose come l’icona di uno stile basato sui colori fluorescenti e sui materiali innovativi portando una ventata di giovane sarcasmo dal vago retrogusto disco nella Milano degli scatenati Eighties, aveva appena compiuto 80 anni.

Una carriera nata un po’ come eredità di famiglia iniziata nel laboratorio del padre poi trasformato nella meta simbolo della nuova visione Made in Italy del gusto inglese già alla fine degli anni Settanta. Al centro, nel decennio successivo, dell’attenzione del jet set internazionale, il marchio Fiorucci già dal 1990 apparteneva alla giapponese Edwin International e manteneva, all’ombra della Madonnina, solo il centro di design del gruppo.

L’ultima parte della vita di questo stilista, tanto amato da aver dato origine al un nutrito fandom modaiolo dei “fioruccini”, si è concentrata sull’attenzione all’ambiente e a quel nuovo concetto di moda sostenibile confluito poi nella firma al manifesto "La coscienza degli animali" e nell’impegno a favore di cause ambientaliste. Esempio celebre fu il suo sostegno con il WWF per il quale creò una capsule collection di t-shirt per denunciare l’utilizzo indiscriminato delle pellicce d’angora. Una carriera sempre al passo con i tempi, capace di prevedere quelli che sarebbero stati i futuri capricci della moda d’avanguardia.

Elio Fiorucci sarà ricordato anche come lo “stilista dell’amore” che, tra cherubini e tinte fluo, anticipò i tempi scrivendo, e riscrivendo,  il futuro della moda made in Italy.

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