Libri: Franco Stefanini pubblica “Paziente preparato, paziente salvato - guida pratica per tutelare e proteggere il diritto alla salute”

  L’autore Franco Stefanini si presenta ai lettori con una collana dedicata alla salute, alla prevenzione e alla tutela dell’individuo: “Paz...

mercoledì 23 novembre 2022

Libri: Franco Stefanini pubblica “Paziente preparato, paziente salvato - guida pratica per tutelare e proteggere il diritto alla salute”

 


L’autore Franco Stefanini si presenta ai lettori con una collana dedicata alla salute, alla prevenzione e alla tutela dell’individuo: “Paziente preparato, paziente salvato - guida pratica per tutelare e proteggere il diritto alla salute”. 

«Quando stiamo per comprare un nuovo telefono o un televisore e troviamo un modello che ci piace, possiamo andare online e leggere il parere di chi l’ha già comprato e soprattutto, provato. Se invece vogliamo andare in vacanza, prima di prenotare un hotel, ci informiamo leggendo le recensioni di chi c’è già stato, e confrontiamo diverse strutture prima di scegliere quella in cui soggiornare. Ma quando abbiamo bisogno di una visita specialistica e dobbiamo scegliere a chi rivolgerci, prendere una decisione non è altrettanto facile: non abbiamo recensioni, stelline, o referenze di altri 39 pazienti e l’unica strada che ci resta è imparare a valutare la competenza e l’esperienza del medico che stiamo per scegliere».

“Paziente preparato, paziente salvato - guida pratica per tutelare e proteggere il diritto alla salute” è un volume scritto dall’autore Franco Stefanini. Un lavoro che punta a fornire sia ai pazienti che ai familiari gli strumenti utili per tutelarsi il più possibile nei casi di malasanità. La parola paziente deriva dal verbo latino pati, ossia: sopportare, accettare e resistere, diventata in seguito l’espressione comune per indicare chi si ritrovava a sopportare un dolore o accettare una malattia. Oggi, però non è più così: perché, se da un lato il termine definisce un soggetto affidato alle cure di un medico, dall’altro non è visto più come elemento passivo, bensì, consapevole del suo stato di salute, delle cure e delle terapie necessarie che dovrà affrontare per provare a stare meglio. L’obiettivo principale che Stefanini vuole dare con questa guida, è quello di fornire sia al cittadino, che al paziente e ai propri familiari un giusto strumento per aumentare la consapevolezza e di poter creare la giusta relazione tra il medico e il paziente. Perché consultare Paziente preparato nel 2022?  Perché attraverso questa guida possiamo scegliere sia il come e sia il dove poterci curare, separando così i falsi miti dalle vere eccellenze, capendo e facendoci capire da tutta l’équipe medica. Un testo, questo, che vale ancor di più per il periodo di pandemia che abbiamo e stiamo ancora vivendo. Questo libro sarà un valido aiuto per aiutare a comprendere appieno ciò che vi spetta di diritto in termini di assistenza sanitaria: servirà a informarsi in modo giusto e a tenere gli occhi ben aperti. Tre le parole cardini dell’opera, troviamo: conoscenza, comprensione e libertà. Solo attraverso la conoscenza e comprendendo ciò che accade realmente, si può essere in grado di valutare le cure proposte e le alternative idonee, diventando così una parte attiva nel processo di guarigione. 

Info biografiche 

Franco Stefanini si occupa da vent’anni di risarcimenti causati dalla malasanità. Grazie ad aggiornamenti continui e una fitta rete di collaborazione con studi legali esperti in materia e docenti universitari specialisti nelle varie branche della medicina, ha reso possibile la creazione di procedure efficaci che garantiscono il massimo risultato a beneficio dell’assistito. Per Stefanini è la squadra che fa la differenza, infatti, afferma: “uomini, contatti efficaci creati in anni di professione, procedure consolidate e metodo, possono costituire la chiave per il successo di ogni azione”. Nel 2000 ha fondato una società che aiuta le vittime a ottenere il giusto risarcimento causato da un errore grave da parte del medico o del suo staff: C.O.R.O.C.A. Essa da voce e sostegno a chi si è visto negare un diritto essenziale: quello alla salute. La collana raccoglie le Opere realizzate da un gruppo di professionisti della medicina, legale e specialistica, che lavorano in team con esperti nella tutela giuridica del paziente. Schierati al suo fianco o a quello dei suoi familiari, contribuiscono a fornire tutte le risposte necessarie, aiutando chi ha subìto un caso di malasanità a dimostrare l’errore al fine di ottenere il giusto risarcimento. Ogni volume della collana rappresenterà una sorta di manuale scritto con un linguaggio di facile comprensione. Quest’ultimo permetterà al lettore di far comprendere la situazione e di trasformarlo in un paziente preparato e, soprattutto sarà consapevole del ruolo che avrà durante il percorso di cura.

martedì 22 novembre 2022

Cultura, esce il nuovo libro di Jessica Bellina


Ginevra è una giovane ragazza con una normale vita da adolescente, con amici vecchi e nuovi con cui uscire a divertirsi, studiare quel poco che serve giusto per passare l'anno scolastico e con piccoli problemi di cuore tipici dell'età. Tutto sembra scorrere in modo regolare, fino a quando non incontra il bel Logan che le farà scoprire qualcosa che non credeva fosse possibile e che le riporterà alla mente delle cose strane successe tanti anni prima. Il romanzo parte con una schiacciante visione di differenza di intenti, immagini e archi anagrafici. La storia infatti, almeno inizialmente, è vista attraverso due punti di vista diversi. Da una parte troviamo la piccola Ginny, e dall’altra suo cugino Andrea. I due punti focus, differiscono principalmente per la visione della vita e delle cose, complice l’età anagrafica. Da un lato vi troviamo la spensieratezza e l’ingenuità di Ginevra, la sua voglia di vedere il mondo sotto un’ottica di magia e fatti inspiegabili, dall’altra la visione di Andrea, un ragazzo pre-adolescente che ha in qualche maniera abbandonato la visione immaginifica di mondi e sogni inesistenti, e che fin da subito conosce il vuoto della perdita, in seguito alla morte di Domenico, un amico di famiglia a cui tiene particolarmente, e da cui sembra attingere poteri e forze nuove. 

Attraverso la piccola Ginny, che all’inizio del romanzo è solo una bambina, riusciremo a scorgere nelle profondità di una leggenda. Il libro, infatti racconterà della cosiddetta “Leggenda di Rany”, la quale risulta agli occhi del lettore come una sorta di parola tramandata da famiglia in famiglia, scritta con parole evocative ed immagine suggestive, la quale restituisce tutto il sapore di un ottimo fantasy. La leggenda permette al lettore di vedere in modo chiaro le quattro donne, il rogo, l’odio popolare e la paura per il diverso. Attraverso tale narrazione emozionante, scorgeremo anche una sorta di figura mediana: la donna “di mezzo” colei che mette d’accordo gli angeli e i demoni, capace di capire entrambe le parti, senza mai risultare predominante verso una fazione, diventando simbolo di equità e purezza. Andando avanti con la narrazione scorgeremo una Ginevra più adulta. Una storia fitta di colpi di scena, dove protagonisti buoni e cattivi intrecceranno la loro sorte con quella della protagonista, il cui destino fino alla fine sarà un punto di domanda.


Sinossi

Gemona, Friuli Venezia Giulia. Ginevra è una giovane ragazza con una normale vita da adolescente, con amici vecchi e nuovi con cui uscire a divertirsi, studiare quel poco che serve giusto per passare l'anno scolastico e con piccoli problemi di cuore tipici dell'età. Tutto sembra scorrere in modo regolare, fino a quando non incontra il bel Logan che le farà scoprire qualcosa che non credeva fosse possibile e che le riporterà alla mente delle cose strane successe tanti anni prima.


Biografia

Jessica Bellina è nata il 4 ottobre 1991 a Gemona del Friuli (UD), luogo dove ha sempre vissuto e dove ha frequentato il Liceo scientifico. Fa parte da diversi anni del gruppo storico medievale del proprio paese, che propone sfilate e spettacoli di teatro e ballo. Dopo aver fatto diversi lavori, attualmente è un’impiegata. Appassionata di scrittura da quando aveva 14 anni, in passato ha stilato qualche articolo per il giornale locale. Innamorata della propria regione ha deciso di mettere nero su bianco per svelarne i paesaggi, la storia e le leggende. Nel tempo libero, oltre a scrivere, le piace anche fare lunghe passeggiate.

giovedì 27 ottobre 2022

Luv! sonorità anni 80 nel nuovo singolo 'Olivia'


E' in rotazione radiofonica e nei digital store 'Olivia' il nuovo singolo della cantautrice sarda Luv. Dalle più dolci sonorità degli anni ‘80, Olivia è la sindrome dell’abbandono. Oliva è chiedere aiuto per poter affrontare le proprie paure. Olivia è l’ancora di salvezza alla quale ci attacchiamo, le stelle in cui tutti speriamo, la luna di cui abbiamo bisogno. Sentirsi vulnerabili e prendere coscienza della propria fragilità è il focus di questo brano.

Luv! da sempre ha una missione, quella di trasmettere messaggi positivi, o comunque estremamente veri, intrisi dei sentimenti più puri. Luv! è la verità e il coraggio di presentarsi al mondo senza aspettarsi che il mondo ci comprenda, perchè la nostra battaglia più importante la affrontiamo ogni giorno, quella con noi stessi.

Cosa racconta il tuo nuovo singolo e qual è il messaggio che vuoi mandare?

Olivia tratta principalmente della sindrome dell’abbandono che ho accettato solo una volta che il pezzo era terminato. Ho sempre cercato di obnubilare tutto ciò che potesse recarmi fastidio e dispiacere ma questo brano, in qualche modo, ha fatto si che io in qualche modo riuscissi ad afferrare con mano questo tormento e strangolarlo con un canto, paradossalmente, dolce. Olivia è chiedere aiuto per poter affrontare le proprie paure, è l’ancora di salvezza alla quale ci attacchiamo, le stelle in cui tutti speriamo, la luna di cui abbiamo bisogno. Ad oggi Olivia è la canzone che mi rispecchia di più perché parla di un mio lato fragile che ho scelto di mettere in mostra e che rappresenta al meglio la mia persona ma non la mia personalità. Per una volta è totalmente Luvi che parla, mentre Ludovica sta zitta e ascolta senza intervenire.

Che rapporto hai con la moda?

Non sono mai stata una persona “alla moda”. Sono sempre andata controcorrente, ricercando gli abiti che mi facessero stare più a mio agio. Essendo stata sin da bimba molto magra, per un periodo ho avuto paura di indossare abiti che mettessero in risalto ciò. Ogni volta che entravo in un negozio di abbigliamento per me era un calvario. Crescendo ho imparato a fregarmene, creando uno stile tutto mio. Devo però dei sinceri ringraziamenti a chi ha cambiato la mia vecchia visione e spronata a darmi una nuova possibilità di immagine: i miei amici stilisti Mattia e Nicholas di Armariu, una bellissima boutique a Cagliari di abbigliamento vintage & second hand. 

Qual è il tuo stile preferito?

Il mio stile preferito, che poi è quello che utilizzo sia nella vita di tutti i giorni che sul palco è street, vintage con un forte richiamo alla West Coast sk8 scene. È libero da ogni pregiudizio e costrutto sociale: chi ha detto che una donna non può indossare abiti “maschili” e viceversa?

Dove vorresti arrivare con la tua musica?

Il mio obiettivo sia come persona, che come musicista è quello di offrire rifugio a chi si è sentito (o si sente) come mi sono sentita io: sbagliata e distante da una società volontariamente cattiva ed esclusiva. La mia musica è cangiante e direi “metereopatica” proprio per questo motivo. Vorrei riuscire a strappare sia momenti di riflessione che tanti sorrisi e lanciare non solo segnali di positività, ma un messaggio in particolare: vivi senza aspettarti che il mondo ti comprenda ed impara ad amarti per quello che sei hai da offrire.





lunedì 24 ottobre 2022

Libri: esce “Domani mi sveglio presto” di Davide Simeone



E più passa il tempo, più la vita va avanti per te e per chiunque altro su questo pianeta, e più io guido contromano e cerco di rivivere tutta la mia esistenza fino a quel giorno».

“Domani mi sveglio presto” è l’ultimo romanzo scritto da Davide Simeone, pubblicato da Les Flâneurs Edizioni a fine settembre 2022. Racconta la storia di un trentaseienne alle prese con l’elaborazione di uno dei lutti più significativi della sua vita: la morte della sua fidanzata, scomparsa tragicamente in un incidente stradale. Un romanzo che porta il lettore a percorrere un viaggio di caduta e di rinascita dove l’autore abilmente riesce a toccare le corde più delicate che fanno vibrare, ma possono anche graffiare, cuore e anima.

L’autore dichiara: Ho scritto questo romanzo sognando una rinascita collettiva, dove forse non siamo diventati persone migliori ma abbiamo imparato a essere più presenti a noi stessi, ad ascoltare il prossimo offrendo il nostro tempo e la nostra pazienza senza chiudere nulla in cambio. La mia speranza è riuscire a descrivere in queste pagine un’umanità che ha ripreso in mano la propria esistenza con coraggio e determinazione, superando esitazioni e sensi di colpa per ritornare a vivere una vita piena e felice.


Sinossi

Roberto ha trentasei anni, un lavoro part-time in una lavanderia a gettoni, e non riesce a riprendere in mano la sua vita da quando Ludovica, la donna che ama più di ogni altra cosa al mondo, è scomparsa in un incidente stradale. Camilla è un’adolescente esuberante con una famiglia problematica, che cerca il proprio posto nel mondo, Lucia una donna di mezza età che ha deciso di non perdersi d’animo anche se il vuoto lasciato dal suo Vincenzo è incolmabile. E poi ci sono Noemi, Violetta, Fatima, donne che la vita ha messo di fronte al dolore ma che da quel dolore hanno saputo trarre la propria forza. Frammenti di quotidianità e schegge di ricordi si intrecciano nella composizione di un romanzo corale di perdita e di rinascita, in cui ogni incontro è prezioso e può essere la scintilla capace di rimettere in movimento il cuore di ognuno.

Davide Simeone è nato nel 1984 e vive a Martina Franca. Ha esordito a diciannove anni con il romanzo Come dico io, premiato alla V Biennale del premio “La Lama”, seguito da Quattro (2005), L’alba di domani (2007) e Rewind (2014), che hanno ottenuto premi e riconoscimenti, Quella volta che ho imparato a nuotare (2017) e il racconto breve Sole. Con il romanzo Le ragazze stanno bene (Les Flâneurs 2019) ha vinto il premio “Ludovica Castelli”. È tra i fondatori del blog Inchiostro di Puglia, direttore artistico di diversi festival letterari in Puglia e scrive per il blog di AISM – Associazione italiana Sclerosi Multipla. Al di fuori della sua vita letteraria, è avvocato e lavora nell’ambito delle risorse umane e della comunicazione digitale.


venerdì 21 ottobre 2022

“Ukraina, Stranieri amori alle soglie della guerra”, il nuovo libro di Gabriele Lanci

 


“Ukraina- Stranieri amori alle soglie della guerra”, edito dall’associazione culturale Il Foglio Letterario a fine agosto del 2022, è stato scritto da Gabriele Lanci. È un romanzo di narrativa contemporanea, le cui vicende narrative sono costruite facendo riferimento a circostanze che hanno riguardato eventi politici e sociali dell’Ucraina negli ultimi dieci anni.

Il romanzo racconta inoltre un’altra tematica intrinsecamente legata alla storia narrativa, relativa alla realtà delle agenzie matrimoniali per stranieri a cui si rivolgevano donne del luogo e uomini provenienti dall’Occidente opulento, spesso in età matura e con uno o due matrimoni falliti alle spalle, che speravano di incontrarvi una donna disposta a sposarli ed a seguirli nel loro paese.  

L’autore Gabriele Lanci ha dichiarato: “Sotto il profilo della realizzazione estetica, ho impiegato sei anni per scrivere il libro, mi sono dedicato con estrema cura al linguaggio, mirando a conferire evidenza plastica, sensibile all’oggetto della mia narrazione.  Il testo è stato sottoposto ad una revisione capillare tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022”.

L’intreccio vede il protagonista, Luigi Perlini, combattuto nella scelta tra due donne. Sceglie Olya, la più giovane tra le due, una ragazza ventunenne affetta da alcuni anni dal morbo di cron. Con Olya il protagonista dà corso ad un progetto matrimoniale che naufraga mentre si svolgono gli eventi della Rivoluzione arancione nell’inverno del 2004 a Kiev che sono descritti nel primo capitolo.  Tuttavia, nonostante l’impegno assai sostenuto nel perseguire l’obiettivo di sposare la ragazza, il protagonista continua ad avere un’oscillazione sentimentale che si risolve in una relazione di amicizia con l’altra donna, la venticinquenne Irina, madre divorziata di una bambina di 5 anni e dirigente di un’agenzia dove lavora con molta assiduità all’organizzazione di viaggi di trasferimento verso i paesi occidentali per poveri emigranti del suo paese.  Il protagonista, sostenuto psicologicamente dall’amica Katya, proprietaria dell’agenzia matrimoniale che col tempo finisce per affezionarglisi, dopo due anni, ormai esausto, si risolve ad abbandonare la sterile relazione con Olya per legarsi responsabilmente ad Irina.  Il penultimo capitolo, ambientato ad Odessa agli inizi di Marzo del 2014, vede Luigi avere una vita familiare stabile al fianco di Irina e con la responsabilità della figliastra di 15 anni e del figlio di quasi 3 anni che la moglie gli ha dato alcuni anni dopo il matrimonio. Nel giorno in cui è ambientato il capitolo si descrivono gli eventi tragici verificatisi a Kiev attorno al 20 Febbraio, ancora assai recenti rispetto all’attualità della narrazione.  Inoltre, attraverso soprattutto l’episodio di un meeting sotto il palazzo dell’Oblast di Odessa dei filorussi, viene posta in rilievo la forte tensione ed il deciso contrasto tra le forze di Euromaidan, che avrebbero assunto stabilmente il governo del paese, e le forze filorusse in crescita nella città e nell’Est del paese che si stavano organizzando e già premevano per ottenere referendum volti a conquistare l’autonomia dal governo centrale ucraino per le proprie regioni. L’ultimo capitolo riguarda una situazione conflittuale tra Luigi ed Irina, dovuto alla decisione della donna di iscriversi all’organizzazione filorussa dell’Odeskaja druscina, gli episodi relativi al 2 maggio 2014 culminati con la strage di Odessa e la decisione condivisa dai due coniugi di trasferirsi nel giorno successivo in Italia per evitare di farsi coinvolgere negli eventi drammatici che sono ancora in corso. 

Sinossi

“Ukraina - stranieri amori alle soglie della guerra” è un romanzo che si riferisce a personaggi e ad eventi reali, di cui l’autore ha fatto esperienza e su cui si è scrupolosamente documentato, relativi all’epoca che intercorre tra la Rivoluzione arancione del 2004 e i fatti che hanno interessato il paese fino agli inizi della guerra nel Donbass e la Strage di Odessa del 2 Maggio 2014. L’intreccio è basato su una contrastata vicenda erotica che ha a protagonisti Luigi Perlini, un albergatore riminese che si avventura in terra ucraina alla ricerca di una compagna, e due giovani donne che egli conosce in un’agenzia matrimoniale di Odessa tramite la titolare sua cara amica.

Gabriele Lanci è nato nel 1958 a Sant’Apollinare, un paesino agricolo nel Comune di San Vito Chietino, nell’ Abruzzo adriatico. Ha conseguito la maturità al Liceo Classico    V. Emanuele II di Lanciano. Si è laureato in Lettere alla Facoltà G. D’Annunzio di Chieti con una tesi su Guido Morselli (relatori Giacinto Spagnoletti ed Umberto Russo). Dal 1982 inizia ad esercitare la sua professione di insegnante di lettere alle scuole superiori in Piemonte risiedendo in varie località (Domodossola, Novara, Omegna, Torino). Nel 1989 si trasferisce a Riccione, dove prende la cittadinanza nel 1994, e dove insegna al Liceo artistico Fellini e successivamente al Liceo Giulio Cesare di Rimini. Nel 2007 contrae matrimonio ad Odessa con Ludmilla, cittadina ucraina di origine russa, da cui nell’anno successivo ha l’unico figlio Mario. Nel 2008 si trasferisce con la famiglia a Lanciano, in Abruzzo, dove continua l’attività di insegnamento all’Istituto Fermi - De Titta. Nella città frentana è stato socio e poi presidente dell’associazione culturale Rus - Abruzzo, a cui sono state iscritte persone provenienti da paesi dell’ex Unione Sovietica insieme a cui ha promosso varie manifestazioni tese alla diffusione della cultura russa cui sono intervenute autorevoli personalità del mondo dell’università e del lavoro.  Ha pubblicato nel 2009 il libro di narrativa Internet Stories per l’Editrice Maremmi di Firenze e saggi e recensioni accurate di libri per riviste letterarie e culturali di vari editori. Ha curato inoltre l’introduzione a due libri di poesie (Tracce di Roberto Mancini e Malessere sommerso di Mario Micozzi).


Libri: esce il romanzo 'Resta quel che resta' di Katia Tenti





“Resta quel che resta” è il nuovo romanzo di Katia Tenti, che si concentra sul tema dell’identità dei popoli e sull’integrazione, talvolta impossibile. Ambientato subito dopo la fine della Grande Guerra, racconta la difficile transizione dell’Alto Adige/Südtirol da tedesco a italiano, con tanti che si trasferirono in quelle aree a caccia di fortuna e di una vita più decorosa. Anni in cui è ancora fortemente sentito il concetto di “patria”: ed è proprio di questo che tratta il libro, raccontando in stile picaresco, le vicissitudini di queste famiglie, che lottano per i propri diritti in una terra ostile, superando, insieme, qualsiasi ostilità. Anche sui banchi di scuola si tende a studiare poco quei momenti in cui gli italiani, orgogliosi di esserlo, per mantenere la loro identità, combattevano per la loro indipendenza, una parola che affascina ma che nel contempo fa anche paura perché implica coraggio, determinazione e grande maturità.

Oggi che non sappiamo che cosa significhi l'amore per la propria patria e per la propria terra, per i propri usi e per i propri costumi. Non conosciamo talora nemmeno le sue bellezze e le sue grandezze e andiamo a cercare altrove quello che potremmo avere vicino a noi. Eppure quel desiderio di emergere e di annullare le ostilità, talora decisamente forti, che molti uomini e molte donne hanno vissuto sulla loro pelle, a volte li/le riconosciamo nelle nostre vite quando decidiamo di immigrare in un altro Paese o in un'altra regione diversa da quella dove siamo nati e cresciuti. Ma questo non ci deve comunque mai e poi privare di quell'amore che è ancora in potenza dentro di noi, nascosto dentro il nostro cuore, e ancor più nella nostra anima, che è quello per la patria che non deve emergere solo quando la nazionale di calcio vince un mondiale o un europeo di calcio o di altre discipline sportive, bensì deve esserci sempre e non essere nascosto- metaforicamente parlando- in un angolo nascosto dei nostri pensieri. E “Resta quel che resta” con il suo racconto, dipanato nel corso del tempo, ci aiuta a comprenderlo meglio, non senza aver versato qualche lacrima, ricca di dolore e di sentita amarezza per quel che è stato senza che molti di noi siano riusciti davvero a rendersene conto.

Sinossi

Siamo a Bolzano negli Anni Venti dello scorso secolo. In quel periodo il Sudtirolo era italiano dalla fine della Grande guerra, ma lo era solo sulla carta dal momento che, dati alla mano, la popolazione tedesca era la maggioranza. Il regime fascista intraprese una poderosa campagna di italianizzazione, spingendo- in maniera poco ortodossa- sia gli operai che contadini a cercar fortuna al Nord, nelle terre appena conquistate, promettendo loro sia dignità che benessere. Ad accomunare le famiglie che si trasferirono come i Marchetti che sono originari di Vicenza e fascisti doc e i Ceccarini, le cui origini trovavano spazio in Maremma e che erano più diffidenti nei confronti del Regime, era sostanzialmente una cosa sola: il desiderio, decisamente forte, per certi versi accecante, di emergere e di farsi sempre più strada, in ogni maniera possibile e immaginabile. E poi- a dirla tutta- nemmeno i tedeschi credevano nella pacifica convivenza. Uno fra questi è stato Erwin Egger, un mite commerciante gravato dal fardello di un figlio affetto da una misteriosa infermità mentale. Gli altri, primo tra tutti il medico Alfred Gasser, nascondevano pericolosamente dietro una facciata di moderazione una feroce smania di rivalsa contro l’oppressione fascista. Ed è su queste basi che si poggia il romanzo e tutti i fatti, decisamente numerosi, che si legheranno in maniera forte e indissolubile proprio le famiglie Gasser, Marchetti, Ceccarini, Egger e Ranieri che impareremo a conoscere un poco alla volta tra le pagine. Si fa un balzo, a livello di trama, negli anni ’40: la guerra è già iniziata ma non nel nostro Paese. In quel momento le bimbe, appena nata, due gemelline, di Alfred Gasser, sono state rapite: è stato il giardiniere italiano della famiglia a compiere il terribile atto! Si tratta di un certo Sante Marchetti, da tempo affetto da una gravissima malattia psichica: egli ne uccide una ma, con l'aiuto dei suoi cari, che hanno voluto proteggerlo dal massacro, è riuscito a nascondere il corpicino e a passarla liscia. Ma, finita la guerra, ecco che nuovi dolori affioreranno in superficie e che la verità comincia a venire pericolosamente e inevitabilmente “a galla”.

Katia Tenti è nata e vive a Bolzano. Si è laureata in sociologia a Trento e per anni si è dedicata all'approfondimento dei fenomeni di devianza sociale. Da sempre si occupa di cultura, di teatro e di arte contemporanea. È autrice di diversi format culturali di musica, di teatro, di arte e di letteratura dedicati ai giovani talenti. I suoi romanzi sono ambientati in Alto Adige, sua terra di origine - caratterizzata da forti contraddizioni sociali, culturali e etniche - per la quale nutre un sentimento di attaccamento profondo. Per Marsilio Editori ha pubblicato Ovunque tu vada (2014) e Nessuno muore in sogno (2017). Per Piemme ha invece dato alle stampe Resta quel che resta (2022).

mercoledì 19 ottobre 2022

Arturo Bernava, nelle librerie il nuovo romanzo “Le risate del mondo


Arturo Bernava presenta “Le risate del mondo”: un romanzo storico che ripercorre le turbolente vicende italiche a cavallo dell’armistizio del 1943


«I bambini sono le risate del mondo.


Gioia pura, vestita da vivacità, di movimento. Se ti scorrazzano intorno quasi non ci fai caso, per assurdo ne provi persino fastidio. Quando non ci sono ne avverti l’inspiegabile assenza, come se l’aria si fosse improvvisamente rappresa in cubetti di ghiaccio.

Un mondo senza bambini sarebbe come un sorriso senza denti. Senza risate, per l’appunto»

“Le risate del mondo” segna il ritorno di Arturo Bernava alla letteratura: un romanzo corale, costituito da tanti coloriti personaggi che insieme intessono un’avvincente storia, ambientata a Chieti e provincia, durante la Seconda Guerra Mondiale, nel 1943. La trama prende avvio dal mancato matrimonio di Italia Michelli, presunta vedova di guerra, con Alfonso Pierantozzi, di classe sociale superiore e con legami nel partito fascista, per opposizione del prete, Don Michele detto “Tiscrocco”. Ignoti sono i motivi, che spingono il cosiddetto parroco “bolscevico” a rifiutare di celebrare questa unione, tanto agognata dalla madre di Italia, Benemerita Carrisi, a caccia di un buon partito per scacciare la fame. Di sollievo è invece la reazione della mancata sposina, che ancora sognava di rivedere suo marito Ottavio, disperso nella campagna di Russia. Nel mentre viene trovata morta l’altra Italia, un’anziana che si occupa di mercato nero e di “ruffiana”, responsabile di aver presentato la più grande delle Michelli a Pierantozzi. Uccisa per strangolamento, tante sono le ipotesi, ma stupisce l’interesse per quest’indagine dei tedeschi stanziati sul territorio, in primis del “kaiser”. Intanto, arriva l’8 settembre e i bombardamenti degli alleati che colpiscono anche Villamagna. Tra i personaggi principali si annovera anche il dottore, Don Gerardo De Luca, che riceve un avviso di trasferimento presso il distretto di guerra, il cui posto sarà usurpato da un novello, un certo Andrea Mantini, che si scoprirà essere una donna, nata in Germania. Tante le novità in atto in quel piccolo paese in provincia di Chieti, dove intanto i tedeschi mettono in atto la loro ritorsione, sgomberando le città, razziando le case e fucilando i partigiani. Una storia originale, che racconta di un periodo di transizione per l’Italia: la resa, la cosiddetta “perdita della patria” e la resistenza, dei partigiani, nascosti tra le montagne. 

Manager, scrittore pluripremitato, docente di scuola di scrittura creativa, Arturo Bernava, attualmente è amministratore del Gruppo Editoriale “Il Viandante – Chiaredizioni”. Nato nel 1970, è stato premiato in oltre cento concorsi letterarii. Nel 2009, per la casa editrice Solfanelli, ha pubblicato il suo primo romanzo dal titolo “Il colore del caffè” (Premio Internazionale Città di Mesagne 2011, Premio Maria Messina 2011, Premio Città di Eboli 2010, Premio Internazionale Golfo di Trieste 2010). Nel 2010 è uscita una sua raccolta di racconti dal titolo “ELEvateMENTI” (Tabula fati, Chieti), che, tra i vari riconoscimenti, ha ottenuto anche la medaglia della Presidenza del Senato al Premio Parco Maiella di Abbateggio. Nel 2013 ha pubblicato “Scarpette Bianche” (Solfanelli Chieti), risultato vittorioso in numerosi certami letterari, tra cui: “Premio città del tricolore (Reggio Emilia)”, “Premio Thesaurus (Albarella, Rovigo)”, “Premio Mario Arpea, città di Rocca di Mezzo”, “Premio per l’editoria abruzzese, città di Roccamorice”, “Premio Internazionale Martucci-Valenzano (Bari)”, “Premio internazionale Marchesato di Ceva 2015”, oltre ad aver conquistato la piazza d’onore in un’altra quindicina di premi letterari. Ha collaborato con alcune riviste periodiche, sia cartacee che online, tra cui “Tuttoabruzzo” e “Arteinsieme” (quest’ultimo con la pubblicazione di alcuni racconti). Una sua biografia è riportata nell’Enciclopedia degli autori italiani, edita dall’Associazione nazionale “Penna d’autore”. 


''L’inizio della notte'', esce il romanzo di Damiano Leone



''L’inizio della notte'', è il nuovo avvincente romanzo di Damiano Leone che si interroga sulla sopravvivenza dell’umanità in un futuro apocalittico. 

Eppure, per la prima volta da quando l’homo sapiens o forse i suoi più antichi progenitori avevano acquisito consapevolezza di sé e della propria mortalità, quel dolore senza consolazione che non fosse quella di confidare in improbabili o indifferenti divinità, era in parte lenito da una speranza non altrettanto esile.

Damiano Leone pubblica “L’inizio della notte”: un romanzo distopico e “utopico” che narra di scenari apocalittici futuri, che vedono l’umanità ridotta a una minoranza, decimata dai cambiamenti climatici, dalle calamità naturali, dalle scarsità di risorse e dalle ondate di pandemie. Ambientato nella prima parte del terzo millennio, nel testo si racconta del progetto della Genetic Project, una multinazionale farmaceutica con sede a New York, che si prefigge di immettere sul mercato un elisir di lunga vita, in grado di triplicare la durata della vita umana. Questo proposito troverà però l’opposizione del potere “invisibile” della finanza e delle più grandi potenze mondiali – i cosiddetti 10 - tra i quali spiccano la Cina, la Russia e gli USA, che vorrebbero questo preparato solo per pochi eletti, in primis loro stessi, con la scusa di non mettere a repentaglio la sopravvivenza stessa del pianeta. Un iniziale braccio di ferro coinvolgerà i vertici dell’azienda genetica con i leader mondiali, almeno sino a quando gli interessi di entrambi non collimeranno, a seguito delle mutate condizioni di sopravvivenza sulla Terra. La società fondata dal filantropo Alexandros Cristhopoulous e diretta poi dai suoi quattro amici più cari - Filippo Grassi, Sara Randi, Takeda Nakai e Birgitt Howard – aveva, intanto, sviluppato, una nuova stirpe di “superumani” – i cosiddetti “Nuovi”, maggiormente dotati, sia dal punti di vista fisico, intellettuale che morale. Riuscirà l’umanità a sopravvivere al collasso delle risorse, a salvarsi e ad accettare una convivenza pacifica, con un essere umano superiore e all’avanguardia?

Damiano Leone nasce a Trieste nel 1949. Nella prima parte della vita si è interessato alle discipline scientifiche con particolare riguardo per l’astronomia. Di professione chimico, in seguito ad alcune vicende che lo inducono ad abbandonare il lavoro, inizia a riprodurre artigianalmente armi e armature antiche. Da oltre trent’anni si dedica alla storia, all’arte e alla letteratura classiche. Al termine dell’attività lavorativa si trasferisce in un paesino montano del Friuli dove trova il tempo e la tranquillità per dedicarsi attivamente alla narrativa. Con le edizioni Leucotea pubblica nel 2012 il romanzo storico “Enkidu”, poi nel 2015 “Lo spettatore”. Seguono nel 2018 “Il simbolo” altro romanzo storico e infine nel 2020 “Il guaritore” pubblicati entrambi da Gabriele Capelli Editore. E infine, a ottobre del 2022 pubblica “L’inizio della notte”.