La Milano Fashion Week va online e diventa digitale

MILANO. Versione speciale per la Milano Fashion Week Donna Primavera-Estate 2021, che si terrà a Milano dal 22 al 28 settembre prossimi. A c...

giovedì 10 settembre 2020

La Milano Fashion Week va online e diventa digitale


MILANO. Versione speciale per la Milano Fashion Week Donna Primavera-Estate 2021, che si terrà a Milano dal 22 al 28 settembre prossimi. A causa del Covid l’evento di quest’anno vedrà infatti sfilate ed eventi online, come il nuovo formato Digital Runway Show di Fashion Vibes, raggiungibile all’indirizzo www.fashion-vibes.com, dove si potrà assistere alle nuove collezione #SS21 dei 9 designer che fanno parte della Virtual Fashion Vibes.

Niente passerelle scintillanti, glamour e lusso. Per la prima volta, causa Coronavirus, la settimana della moda diventa digitale e va online riunendo in un evento unico le collezioni moda, con i marchi che hanno dovuto reinventarsi vista l’impossibilità di mostrare le loro creazioni al pubblico durante le sfilate.
La Milano Fashion Week Donna in digitale (www.fashion-vibes.com) nasce come risposta al distanziamento sociale e alla difficoltà di viaggiare imposta dalla situazione sanitaria mondiale, ma vuole anche essere una soluzione dinamica alle complessità del presente, uno strumento progettato per vivere di vita propria o per sostenere l’appuntamento con le sfilate fisiche, quando sarà possibile tornare agli appuntamenti in presenza, che restano fondamentali nel promuovere l’enorme valore produttivo e creativo della Moda nel mondo.
Con la quarta edizione di Fashion Vibes volevo rappresentare un sogno – come afferma Yuliia Palchykova, cool hunter alla continua ricerca di nuove proposte fashion e designers in tutto il mondo – volevo avvicinarmi al progetto della moda presentata in un modo nuovo, oserei dire un nuovo Rinascimento della Moda, in virtuale, rappresentare un sogno attraverso un media diverso realizzando una vera e propria sfilata virtuale attraverso un software innovativo nel mercato virtuale nell’ambito Fashion che consenta di mostrare abiti e rappresentandoli in maniera realistica, ma anche di realizzare delle vere e proprie sfilate con modelli virtuali.
Il calendario degli appuntamenti delle sfilate di ogni designer è trasmesso in streaming attraverso la piattaforma e le news sono amplificate in tutto il mondo: vogliamo che, con la piattaforma in rete, le fiere vivano per 365 giorni l’anno, per mantenere in maniera costante i contatti tra espositori e compratori.
Ma non solo, la nuova piattaforma di Fashion Vibes offre tanti servizi e opportunità in quanto diventerà un catalogo mondiale per le aziende per effettuare shop on line, oltre alla lista dei designers con i loro riferimenti.
L’Edizione Virtuale della Fashion Vibes sarà molto importante peri buyers che al momento dell’accredito avranno una password per entrare nella piattaforma, questo per facilitare i contatti, accedere alla press list e scaricare i look book di ogni designer, pensato e ideato come un biglietto da visita virtuale ma puntuale ed efficiente per essere ricontattati e fare a loro volta richieste di contatti.
La stessa filosofia che è la base dei social come Facebook e Instagram, con la possibilità per tutti i fashion addicted del mondo, i blogger, personal shopper e designers, modelle/i, fotografi, di accreditarsi proprio per facilitare i contatti, richieste servizi, opportunità di lavoro.
La Virtual Fashion Vibes una piattaforma virtuale dunque che diventa un catalogo mondiale dove ci saranno notizie press e articoli su ogni designers, le news su eventi, sempre del settore moda in Italia, Milano e in altri eventi moda eFashion Weekin altre parti del mondo.

domenica 6 settembre 2020

A Como la presentazione della Alessandro Tosetti Sposa 2021


COMO. Martedì 1 settembre l’Atelier Tosetti Como ha presentato, a ridosso della Milano Fashion Week 2020, giugno che sarà per buona parte in versione digitale, la nuova collezione Alessandro Tosetti Sposa 2021, in un formula "live" con un entusiasmante fashion show in Atelier e in Live Streaming.

"Esattamente come per la presentazione della collezione scorsa, abbiamo voluto legare a filo doppio la nostra produzione con il territorio Italiano: e nello specifico la selezione dei tessuti sono tutti esclusivamente Sete di Como. Quale scelta migliore che la storica seta comasca per interpretare la nuova collezione 2021? Abbiamo scelto le seterie più iconiche di Como per creare capi unici e preziosi. Un omaggio ma un’opportunità per ricordare che Como è città turistica ma anche madreterra delle sete più belle al mondo" racconta Monica Gabetta Tosetti, titolare della boutique di famiglia.
"Un set straordinario, che ha creato non poca curiosità tra il pubblico in streaming" continua Monica, che a quattro mani con il figlio Alessandro ha creato la collezione, con l’aiuto prezioso del Team Tosetti, e ha voluto in un modo unico, presentare questa nuova Collezione.
Nella nuova linea si trova la ricerca di interpretare la donna in tutte le sue accezioni, dalle silhouette più sensuali alle mise bohoo, con una palette colori ben differenziata: ci sono le mise total white, le fantasia delle lavorazioni delle gonne di seta pesante, o i raffinati accostamenti di tulle plissè.
Tutti i modelli presentati sono un’esclusiva dell’atelier Tosetti, che dal 1927 rappresenta un punto di riferimento per i futuri sposi nella zona del comasco e del basso Ticino”, dice ancora Monica.
"Abbiamo creato molto ‘movimento’ attorno all’evento" aggiunge Monica Gabetta Tosetti, direttore marketing della boutique comasca, "ed era proprio questa la nostra finalità: rendere la collezione un tableau vivant, un vero e proprio quadro che si muovesse appunto, agli abiti in una delle città che il mondo ci invidia…", conclude Monica.
Eccelse le ragazze – Gaia ed Alessia – nell’interpretare un mood effetto foresta, Elisa Toaiari per essersi occupata in toto di hair&make up e Close up, per la fotografia.
Un lavoro intenso, ma di grande effetto per raffigurare al meglio una collezione dall’alto contenuto stilistico e sartoriale ma con prodotti estremamente selezionati e made in Como.
La collezione Alessandro Tosetti 2021 si compone di 6 abiti dalla spiccata femminilità, ed estrema eleganza.
Ognuno degli abiti è un’interpretazione della femminilità, espressa in tutte le sue sfaccettature, con una attenzione estrema alla vestibilità. 
Il ‘naturale base’ è la ricercatezza nello stile, la selezione dei tessuti e l’attenzione al dettaglio.
Tra le collezioni di propria produzione, oltre alla Collezione Alessandro Tosetti, Monica presenterà a fine Settembre la Collezione Alessandro Tosetti Couture e la cerimonia uomo con Dandy, presentata per la prima volta lo scorso anno e che verrà interpretata anche questa stagione da un testimonial d’eccezione come l’attore Cristian Stelluti.

mercoledì 12 agosto 2020

Antonella Rocca in radio con il nuovo singolo “Il gioco dell’amore”

Dopo “Soli io e te” ecco in radio il nuovo singolo della cantautrice siciliana Antonella Rocca “Il gioco dell’amore”, brano che parla dell’Amore, dal corteggiamento alla passione che ti porta a vivere sulla giostra della vita, vista come un gioco per arrivare poi alla felicità.

Gli arrangiamenti (mix e mastering) sono a cura del M° Luigi Pignalosa (tra le collaborazioni Mina, Audio2, Ivana Spagna, ecc..), con il quale la cantante, scoperta dall’ Avv. Concetta Petti e dal M° Vincenzo Capasso al Meeting Internazionale dello Spettacolo nel 2016 a Sorrento, ha cominciato un percorso artistico per la realizzazione del suo primo album.

Antonella racconta così il nuovo singolo: “Il gioco dell'Amore” è nato proprio dall'amore verso la vita, che inizia dal momento in cui vieni al mondo per arrivare alla fase dell'innamoramento ed alla passione, che ti portano, grazie alla Fede, a vivere la vita stessa come un gioco per poi trovare la felicità. La regia del videoclip, girato a Brucoli (Augusta), è di Andrea Fazzino, con la partecipazione di Dario Bandiera, ballerino professionista (ha collaborato con alcuni artisti di fama internazionale) della Scuola di Ballo Panta Rei.



giovedì 6 agosto 2020

Valentina Rizzi: la talentuosa corista di Mondo Marcio pubblica il nuovo singolo 'Mentiras'

E’ disponibile su tutte le piattaforme digitali “Mentiras” (Delma Jag Records), il nuovo singolo della talentuosa cantautrice Valentina Rizzi.

Insegnante di canto, corista per artisti del calibro di Mondo Marcio, autrice ed interprete, Valentina, dopo la pubblicazione del suo primo EP “Ferro E Magnete”, torna con questo brano estivo dalle sonorità latin-pop e dal sapore agrodolce: delusione e desiderio di rivalsa sono infatti le due anime che danno vita a “Mentiras”, una duplicità che ben rispecchia lo stato d’animo provato quando si incontra una persona che gioca con i sentimenti altrui, in quel tipo di relazione illusoria basata solo su frivole parole, inganni e false promesse.

«Me ne stavo per i fatti miei, a consumare le mie lacrime,
in un angolo di società, dopo anni di rifugi inutili.
Mi dissetavo di attenzioni frivole, risvegliandomi con più sete di prima.
E abbracciavo il cuscino ridendo, trascurando la mia anima».

Un testo diretto e potente si posa su un sound fresco ed accattivante; il giusto mix che cattura l’ascoltatore dalle prime note e lo trasporta nel mondo dell’artista e nel mood del brano:

Scritto e composto dalla stessa Valentina Rizzi tra fine Aprile ed inizio Maggio, “Mentiras” mette in luce non soltanto la vocalità raffinata e facilmente riconoscibile dell’artista, ma anche la sua versatilità, qualità che le consente di adattarsi senza alcuna difficoltà a stili e generi differenti.

Ad accompagnare il brano, il videoclip ufficiale, diretto da Mattia e Massimo Miolli, girato presso gli studi milanesi di Indiehub, gli stessi studi in cui è stato registrato “Mentiras”, che sarà rilasciato su YouTube nei prossimi giorni.

Con grinta, umiltà, determinazione e talento da vendere, Valentina Rizzi è riuscita, nel corso degli anni, a ritagliarsi uno spazio nel complesso e variegato universo musicale, grazie anche alla sua partecipazione al concerto evento “Rock in 1000” (2018, sotto la direzione del Maestro Beppe Vessicchio) ed all’affiancamento a Mondo Marcio, in qualità di corista ufficiale, durante il “Rap God Tour”, la tournée europea che lo scorso anno ha toccato le principali città del Vecchio Continente, fino ad approdare nelle più prestigiose location italiane, con moltissime tappe sold out.

venerdì 10 luglio 2020

Judith Owen canta il celebre successo 'Hold My hand' di Jess Glynne


Un'artista interessante e da tenere sotto'occhio è sicuramente Judith Owen, talento gallese che ha pubblicato il brano Hold my hand, reinterpretando col suo inconfondibile stile il brano originale di Jess Glynne. Il brano anticipa la pubblicazione del nuovo disco della cantautrice Both things are true, in uscita prossimamente.

Hold my hand è stato prodotto da Judith Owen insieme al suo collaboratore di lunga data e vincitore di numerosi Grammy Award John Fischbach (che in passato ha lavorato con artisti del calibro di Stevie Wonder e Cassandra Wilson) e a Christian Lohr (già con Sting e Joss Stone). La traccia, registrata all’Esplanade Studio di New Orleans in una sessione live, vede Leland Sklar al basso, Pedro Segundo alle percussioni e lo stesso Lohr all’organo Hammond.

“Adoro Jess Glynne – commenta Judith Owen – e questa è una canzone che mi ha fatto ballare per la stanza in più occasioni. Quando è stato il momento di farne una cover,  l’ho trasformata in un inno rivelatorio sull’amore e la gratitudine che sento nel poter finalmente dire ‘Non voglio camminare da sola’. Stiamo vivendo una situazione insolita in cui non possiamo mascherare i nostri sentimenti, fingere di essere onnipotenti e di stare bene quando non è così. Siamo vulnerabili e tutti abbiamo bisogno di qualcuno che ci dia forza, che ci guardi le spalle. Ho trascorso gran parte della mia vita a mascherare la mia vulnerabilità nella mia professione, nelle mie amicizie e persino nel matrimonio, solo per arrivare a trovare finalmente il dolce sollievo e la liberazione di essere umana e di ammettere a me stessa di avere bisogno degli altri”.




L’artista gallese, inoltre, ha omaggiato il nostro paese, (che ama e in cui fa spesso tappa quando è in tour), pubblicando il brano inedito ITALY UNBROKEN, un messaggio di sostegno e solidarietà per combattere l’emergenza Covid-19.

Alle spalle molti album e nelle sue creazioni, è accompagnata dal noto bassista Leland Sklar una specie di guru con la barba bianca e capelli lunghi, che ha suonato per Janis Joplin, Donna Summer, Miguel Bosè e tanti altri, ed è molto apprezzato sulla scena musicale jazz.






sabato 4 luglio 2020

Libri, Giorgio Genetelli: nelle librerie il nuovo romanzo 'Merluz Vogn'

Lo scrittore ticinese Giorgio Genetelli presenta “Merluz Vogn”, il racconto di un’estate speciale e sognante, perché vissuta dal protagonista con la leggerezza dei suoi undici anni. Un romanzo caratterizzato da uno stile sperimentale che, nella sua commistione tra idiomi dialettali e il lirismo di certi passaggi narrativi, sa tenere il lettore sospeso sul filo di un’ironica nostalgia. Una storia di crescita con un protagonista giovanissimo ma ormai consapevole di essere giunto alla fine di un percorso, oltre il quale sarà sempre più difficile confondere il sogno con la realtà. 

Merluz Vogn di Giorgio Genetelli si potrebbe definire un romanzo “d’atmosfera”, nel quale le suggestioni e le vivide immagini trasmesse dalla storia raccontata sono decisamente più importanti della trama in sé. L’autore si serve di uno stile di scrittura originale che inserisce nella prosa delle parole in dialetto ticinese, e questa scelta serve a dare autenticità alla vicenda narrata, e ad accorciare le distanze tra il protagonista e il lettore. E con un’operazione intelligente che mira alla comprensione totale della storia, quando vengono proposti brani più lunghi in dialetto, essi sono accompagnati dalla traduzione del testo a fronte. Protagonista della vicenda è un bambino di quasi undici anni, che ha davanti a sé un’intera estate di libertà. La madre deve ricoverarsi per motivi a lui sconosciuti, il padre sarà lontano e quindi si trasferirà dai nonni, che di norma sono sempre più permissivi dei genitori. La vicenda è ambientata negli anni Sessanta in un piccolo paese del Canton Ticino, con le sue case di sasso e le carraie polverose, il fiume pescoso e le aspre montagne; nel torpore di un’estate all’insegna di pantaloncini strappati e gelati squagliati, il giovane protagonista percorre forse per l’ultima volta la strada della spensieratezza, prima che la realtà arrivi ad invadere e a cancellare i sogni infantili. L’ambiente in cui egli si muove è un microcosmo perfetto, rappresentato con cura nelle ultime pagine del romanzo come il disegno di una mappa fatta da un bambino. Un microcosmo che contiene in sé mille e più avventure, quelle che può immaginare solo un fanciullo, ai cui occhi tutto è magico, tutto è sogno. Il romanzo parla della genuina follia dei bambini, che vivono la vita con leggerezza perché sono ancora privi del filtro dell’amarezza e del disincanto, che offusca ogni esperienza adulta e che limita l’immaginazione. Il protagonista, insieme ai fidati amici Nandel e Dani, si tuffa in una parentesi temporale privilegiata, nella quale è semplice e confortante mescolare realtà e finzione mentre si gioca a fare i grandi, o i cowboy, o gli indiani. E nella fantasia si vive anche attraverso i racconti del nonno, che come il bambino non ha interesse nella brutale realtà dei fatti; nei ricordi deformati dell’anziano, nelle memorie mitizzate di una vita semplice, si inserisce quella vena di malinconia per ciò che è andato perduto che attraversa tutta l’opera, benché sia tenuta a bada dalla freschezza e dall’ironia della voce narrante. Una malinconia che si acuisce con il passare dei giorni per la mancanza dei genitori e in particolare della mamma, che nella sua ignota malattia sembra voglia ricordare che la crudeltà della vita è sempre dietro l’angolo e non risparmia nessuno, neanche i bambini. Il protagonista vive la sua estate spensierato e felice, ma “la punta di un dolore di cui appena mi accorgevo” sembra evocare l’impercettibile ma inesorabile fine delle sue illusioni.

TRAMA. Merluz Vogn è la cronaca, sognata e reale, di un'estate randagia alle soglie dell'adolescenza, in un Ticino presente e irrimediabilmente perduto nella "corrente del tempo". Una realtà in cui il paese si fa "mondo" e dove il confine sfuma nell'epopea da fumetto. Figure surreali e leggende da osteria fanno da cornice alle avventure di un paio di amici, immaginate per "sbaragliare" le giornate estive e lenire l'ingombrante assenza di una madre. Con Merluz Vogn Giorgio Genetelli rivisita luoghi e atmosfere della sua opera prima, Il becaària, e ci offre un romanzo post-dialettale da cui la nostalgia è volutamente bandita.

Giorgio Genetelli  è un giornalista, falegname, scrittore, blogger, telecronista sportivo e calciatore. Per Gabriele Capelli Editore ha pubblicato nel 2017 la raccolta di racconti “La conta degli ostinati” e nel 2020 la nuova edizione de “Il becaària” e il romanzo “Merluz Vogn”.

venerdì 3 luglio 2020

'Amori elusivi' è il nuovo libro di Fabio Zuffanti




Lo scrittore e musicista genovese Fabio Zuffanti presenta la raccolta di racconti “Amori elusivi”: una serie di venticinque istantanee che fissano su pellicola la realtà delle relazioni interpersonali, e in particolare di quelle amorose, utilizzando il filtro del surreale e dell’ironia. Sono racconti malinconici, a volte grotteschi; altri sono esilaranti, spesso agrodolci e attraversati da un profondo senso di inquietudine. In situazioni bizzarre al limite del parossismo così come nelle storie più lineari, tante sono le domande sull’amore alle quali né l’autore né il lettore riescono a dare una risposta. Perché forse, semplicemente, una risposta non c’è.

Amori elusivi è una raccolta di racconti brevi scritta da un autore, Fabio Zuffanti, che è anche un ottimo musicista. E si può infatti avvertire storia dopo storia come la musicalità delle parole e delle atmosfere sia orchestrata da un professionista, che sa agganciarti sin dalle prime note, che sa scandire il ritmo togliendo il respiro, che sa gestire il crescendo e le variazioni. Solo verso il finale, quando la composizione esige una risoluzione, l’autore sveste i panni del musicista per rimettersi quelli più ampi e comodi dello scrittore, e con una piccola dose di sadismo decide spesso di non chiudere i giochi, lasciando al lettore l’arduo compito di trarre le proprie riflessioni. Un lettore sempre in bilico sulla voragine aperta da storie che scavano dentro, scritte con originalità di intenti e di stile: passando dalla prima, alla seconda, alla terza persona, sperimentando sulla struttura narrativa, manipolando ad arte la caratterizzazione dei personaggi. Racconti che scorrono come fotogrammi vividi di un unico film che parla d’amore, declinato in tutte le sue forme. Piccoli frammenti di vita che possono essere profondamente surreali come nel racconto Lo strano caso di Juan Carlos Álvarez, dolorosamente realistici come nel racconto Clic, ironicamente grotteschi come nel racconto Capelli, sottilmente perturbanti come nel racconto C’è romanzo e romanzo. L’autore presenta un “umanissimo” bestiario di personaggi che sembrano fin troppo familiari anche nelle loro bizzarrie, nella loro illogicità, nel loro autolesionismo a volte tristemente consapevole. Sono personaggi che noi conosciamo bene, incontrati davanti allo specchio o vagando nel mondo esterno; sono protagonisti di storie che, anche quando sfiorano i limiti dell’assurdo, parlano dei piccoli e grandi affanni, delle paure e delle ossessioni, della lucidità e della follia, delle meschinità e degli inganni di noi meravigliosi esseri umani. Come il tassista riservato della sua ultima storia, così Fabio Zuffanti ha scelto un privilegiato punto di vista per avere la libertà di raccontare la sua idea di umanità, quella che lo stimola, che tortura i suoi pensieri, che si mostra fugacemente a chi ha la forza di osservarla senza schermi protettivi. Amori elusivi è un’opera malinconica e lucida che svela i paradossi dei nostri tempi: il cancro aggressivo dell’incomunicabilità in una società iper connessa, e la conseguente sfuggente realtà delle relazioni affettive. L’amore è il macro tema di questa raccolta, che da tempo immemore viene citato in ballate, canzoni, romanzi, dipinti, film; eppure questo amore “che move il sole e l'altre stelle”, che diventa concreto e conoscibile perché tutti ne parlano, si trasforma in questi racconti nel più enigmatico e aleatorio dei sentimenti. E alla fine ci si domanda se non sia solo un’illusione come tante altre, o forse la causa della sua elusività risiede nella paura: come nel racconto La seconda volta, solo chi avrà il coraggio di aprire la porta all’amore potrà infine afferrarlo.

TRAMA. Si dice che l’amore muova il mondo, ma non sempre tesse l’idillio. Quando incomprensioni, ostacoli, assur¬dità deviano il percorso delle cose, quando ci si perde nei labirinti mentali, l’amore si fa sfuggente, rimane un sentimento sfiorato ma mai posseduto, mai goduto a pieno. Un libertino incallito decide di costruirsi una fa¬miglia modello ma si trova a fronteggiare una donna dalla personalità multipla; una donna con una spiccata predilezione per i capelli trova un uomo dalla splendi¬da chioma che pagherà le conseguenze di questa os¬sessione; una moglie legge un romanzo in cui è narrata la sua vita nell’istante esatto in cui sta accadendo… In questi racconti surreali, in cui il sentimento amoroso non ha mai occasione di sbocciare completamente, l’autore descrive con delicatezza i paradossi e il lato più grottesco delle relazioni umane, che provano a funzio¬nare ma che inciampano costantemente nella propria imperfezione. Una galleria di personaggi e di storie, di frammenti di vita quotidiana, si snoda con infinite sfu¬mature fra il realistico e il fantastico, mostrando, con uno sguardo ironico e malinconico, istantanee del no¬stro tempo effimero e dell’illusorietà delle cose umane.

Fabio Zuffanti è narratore, saggista, musicista e pro¬duttore. Ha inciso album da solista, con band quali Finister¬re, Maschera di Cera, Höstsonaten e con svariati altri progetti. Ha all’attivo una fitta attività concertistica in tutto il mondo. È autore di saggi musicali, tra i quali si ricorda la biografia “Battiato: La voce del padrone” (Arcana Editrice, 2018) e di un volume di racconti, “Storie notturne” (Ensemble edizioni, 2018). Il suo ultimo lavoro è la raccolta di racconti “Amori elusivi” (Les Flâneurs Edizioni, 2019). At¬tualmente scrive di musica per «La Stampa» e per «Rol¬ling Stone Italia».

lunedì 29 giugno 2020

Libri: Marino Magliani presenta 'La Sabbia e le Notti'





Lo scrittore e traduttore ligure Marino Magliani presenta “La Sabbia e le Notti”, una preziosa edizione nella doppia lingua italiana/francese di due racconti tratti dalla precedente raccolta dell’autore “Carlos Paz e altre mitologie private”. Sono storie che richiamano l’elemento autobiografico senza fossilizzarsi in esso, che abbracciano le tematiche universali del ritorno alle origini e della ricerca delle memorie perdute. Da uno scrittore molto apprezzato in Italia e all’estero, vincitore di prestigiosi premi letterari, un’opera intima e malinconica, un’eccellente prova di raffinata narrativa.

Nella raccolta La Sabbia e le Notti di Marino Magliani si presentano due racconti, Sabbia e Le notti di Sorba, che fissano sulla pagina due punti spazio temporali in cui l’autore inquadra il suo presente e il suo passato. In Sabbia è il presente a venire raccontato, un presente sicuramente trasfigurato, “liquido”; una sorta di limbo tra il prima e il dopo, come il molo che divide il mare e la spiaggia, un elemento di raccordo dalla natura sfuggente. Un presente lineare se osservato dall’esterno ma caleidoscopico all’interno. L’autore è alla ricerca delle giuste parole, ma esse sembrano comportarsi come le timide onde del mare che “facevano finta di arrivare”.

La stessa memoria fa capolino per poi sparire: “E ciò che aveva appena bagnato il suo piede era un’onda alla quale era mancato il respiro per essere un’onda”; alle sue parole come alla memoria sembra manchi il coraggio di affermarsi; la sabbia sembra invece essere l’unica presenza costante, che non ha paura di imporsi alla sua attenzione. La sabbia diventa terreno comune di quel passato distante e di quel presente inquieto, “la sabbia che si chiamava sabbia anche lontano”, che è stata calpestata dai suoi piedi bambini, giovani, adulti così come in quel preciso momento; la sabbia che viene mangiucchiata a riva dalle gelide onde del Mare del Nord, il mare della terra che ha scelto come sua casa, l’Olanda. Magliani come un moderno Caspar David Friedrich osserva la magnificenza del mare, avvolto dalla stessa nebbia che cinge l’uomo di spalle nel quadro del pittore tedesco; anche lo scrittore è un viandante nei ricordi, una figura più decadente che romantica che si staglia nel paesaggio, che mai come nelle sue opere assume significati profondi, intimi.

E il paesaggio, e soprattutto il viaggio fisico e mentale attraverso esso, è il nucleo pulsante del secondo racconto, Le notti di Sorba. In questa narrazione è il passato a venire rievocato, che si fa elastico, che l’autore tira e rilascia, che ricorda e dimentica. Un passato che confonde i confini, che annulla il tempo e la distanza. Un racconto personale che allarga i suoi orizzonti e si fa universale, una mitologia privata che presenta un uomo solitario alla ricerca delle radici e del tempo perduti. L’autore torna nella terra natale in Liguria preda di un’ossessione per un piccolo dettaglio del passato che non riesce in alcun modo a ricordare, e che è motivo di tormento: “La misura di tempo di un ricordo è quella di un solo respiro, e il respiro dopo ci scaraventa di nuovo nel presente”. In una storia poeticamente delirante, visionaria nelle sue ultime battute, Magliani lotta per far riemergere dalle sabbie mobili del tempo le sue memorie tradite dallo scorrere della vita, ingabbiate nell’eterno ciclo di morte e risurrezione. Attraverso una scrittura che si potrebbe definire “pittorica”, come afferma Alessandro Gianetti nella prefazione al testo, Marino Magliani ci fa dono di un’opera intensa, una celebrazione lirica e malinconica di ciò che è stato, di ciò che è e di ciò che eventualmente sarà.

TRAMA. La Sabbia e le Notti è un'edizione con testo a fronte di due racconti tratti dalla raccolta Carlos Paz e altre mitologie private di Marino Magliani, pubblicata nel 2016 da Amos Edizioni. In questa nuova edizione, i racconti sono accompagnati dalla traduzione in francese al fine di permettere al pubblico francofono di scoprire nella propria lingua l'universo dell'autore ligure. Nella raccolta si possono ritrovare le emozioni de "Le notti di Sorba" così forti e dense, a volte anche estreme, e i viaggi nel tempo e nello spazio di “Sabbia”. E, soprattutto, si può apprezzare come si realizza la scrittura di Marino Magliani in un'altra lingua romanza. Un confronto linguistico e letterario allo stesso tempo, per lasciarsi sorprendere dal talento di uno dei migliori autori italiani della nostra epoca.

Marino Magliani è nato in Liguria, in un paesino di ulivi, nel 1960. Dopo aver viaggiato per il mondo, dalla Spagna all’Argentina al Cile, si è stabilito da più di trent'anni in Olanda sul Mare del Nord. Tra i suoi numerosi romanzi si ricordano: “Quattro giorni per non morire” (Sironi, 2006), “Il collezionista di tempo” (Sironi, 2007), “La Tana degli Alberibelli” (Longanesi, 2009), “Prima che te lo dicano altri” (Chiarelettere, 2018), finalista al Premio Selezione Bancarella 2019. Tra le sue raccolte di racconti si menziona “Carlos Paz e altre mitologie private” (Amos Edizioni, 2016), da cui sono tratti i due racconti contenuti ne “La Sabbia e le Notti” (Fawkes Editions, 2020).

È inoltre traduttore dallo spagnolo (tra gli autori tradotti: Roberto Arlt, César Vallejo, Carlos Alberto Montaner) e sceneggiatore (è sua la sceneggiatura per la graphic novel “Sostiene Pereira”, dall'omonimo romanzo di Antonio Tabucchi, uscita per Tunué nel 2014). Le sue opere sono state tradotte in olandese, francese, inglese, spagnolo, tedesco, polacco e spagnolo. Collabora con racconti, saggi, interviste ed estratti dei suoi romanzi con i blog Nazione indiana, Carmilla, e La poesia e lo spirito, di cui è anche redattore.