ROMA - «Non dipingo ciò che vedo, dipingo ciò che sento». È forse questa frase di Rosella Giorgetti a raccontare meglio di ogni altra cosa la sua idea di arte.
Pittrice professionista, Giorgetti è stata premiata in Campidoglio nell’ambito del Premio “Tracce e Visioni” 2026, riconoscimento dedicato a personalità capaci di lasciare un segno nel mondo dell’arte, della cultura e della società. A consegnarle il Premio è stata Lisa Di Giovanni, giornalista, scrittrice e professionista della comunicazione.
Nella pittura di Giorgetti il colore diventa emozione, energia e racconto interiore. Una ricerca che non si ferma alla tela, ma trova una nuova dimensione anche in “Arte Addosso”, progetto attraverso cui le sue opere diventano abiti da indossare e vivere. Un riconoscimento, dunque, alla pittrice e alla donna, ma soprattutto a un modo di fare arte che invita a non limitarsi a guardare, ma a sentire.
E' stata premiata in Campidoglio nell’ambito del Premio “Tracce e Visioni 2026”. Che emozione ha provato nel ricevere questo riconoscimento?
È stata un’emozione grandissima, difficile da spiegare a parole. Ricevere un riconoscimento in un luogo così importante e carico di storia come il Campidoglio ha avuto per me un significato davvero speciale. In quel momento ho pensato a tutto il percorso fatto, alle ore davanti alle tele, alle soddisfazioni ma anche alle fatiche, ai momenti in cui ho dovuto credere nella mia strada anche quando non era semplice. E proprio per questo ricevere questo premio è stato per me un grande onore, oltre che una bellissima gioia. Ma c’è un aspetto che ha reso quel momento ancora più speciale: ricevere il premio dalla Dott.ssa Lisa Di Giovanni, che considero non soltanto una cara amica, ma anche una grande donna, una professionista che stimo profondamente e che ha saputo unire nella sua vita sensibilità, cultura e impegno.
Lisa, laureata in psicologia, è giornalista e direttrice del magazine La finestra sul Gran Sasso, autrice e professionista della comunicazione, impegnata in diversi ambiti dell’informazione e della divulgazione. Conoscerla anche come persona, oltre che apprezzarne il percorso professionale, ha dato a quel momento un valore umano ancora più grande. Essere premiata da lei è stato quindi un doppio piacere: per il riconoscimento ricevuto e per aver condiviso un momento così importante con una persona a cui sono legata e che stimo sinceramente. E poi c’è stato il lato umano della premiazione, che per me conta tantissimo. Sentirmi riconosciuta non soltanto per ciò che dipingo, ma per la sensibilità e la passione che cerco di mettere nel mio lavoro, mi ha toccato profondamente. Ho sorriso, mi sono emozionata… e dentro di me ho pensato: “Rosella, continua a dipingere con tutto il cuore!”
La motivazione del premio parla di una ricerca artistica originale e profondamente libera. Qual è, secondo lei, l’elemento che rende riconoscibile il suo percorso?
Credo sia proprio la mia necessità di mettere me stessa nella pittura senza cercare di imitare nessuno. Ho sempre pensato che l’artista debba avere una propria voce. Io ho cercato la mia attraverso il colore, la materia, l’emozione e la sperimentazione. E poi c’è un elemento che per me è diventato sempre più importante: il desiderio di portare l’arte fuori dalla tela. Da qui nasce anche “Arte Addosso”, il progetto attraverso il quale le mie opere diventano qualcosa da indossare, vivere, muovere e condividere. Mi piace pensare che un quadro non debba necessariamente rimanere appeso a una parete. Può anche camminare con noi.
Quanto conta per un artista sentirsi riconosciuto dagli altri e quanto, invece, è importante il riconoscimento personale del proprio percorso?
Il riconoscimento degli altri fa piacere, naturalmente. Sarebbe ipocrita dire il contrario. Quando qualcuno vede il valore del tuo lavoro, lo comprende e decide di premiarlo, è una gioia enorme. Ma prima di tutto viene il riconoscimento che diamo a noi stessi. Un artista deve continuare a credere nella propria ricerca anche quando arrivano dubbi, silenzi o porte chiuse. Io ho imparato che non possiamo affidare completamente agli altri la misura del nostro valore. Il riconoscimento esterno è una bellissima carezza. La consapevolezza interiore, invece, è ciò che ti permette di continuare a camminare.
Il premio è arrivato in un momento particolare della sua carriera? Lo considera un punto di arrivo o piuttosto un nuovo punto di partenza?
Assolutamente un nuovo punto di partenza! Io non riesco proprio a vivere questo premio come un traguardo finale. Sono troppo curiosa e ho ancora tantissime idee. Ogni riconoscimento mi dà felicità, ma allo stesso tempo mi mette addosso una bellissima responsabilità: quella di continuare a cercare, sperimentare e crescere. Ho ancora tante tele da dipingere, tante emozioni da raccontare e tante idee un po’ “birichine” che aspettano di uscire dalla mia testa! Quindi sì, festeggio il premio con enorme gratitudine, ma poi torno subito al lavoro. Perché l’artista, secondo me, non arriva mai davvero: continua a partire.

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